Chi Siamo

Quando ci siamo incontrati lui aveva un’idea e sentiva il bisogno di raccontarla, di condividerla e misurarla, per capire se dietro a quel pensiero ricorrente potesse nascondersi una opportunità interessante, un prodotto innovativo, un nuovo business; io, che avevo appena lasciato il lavoro col desiderio di realizzare in autonomia qualcosa di nuovo e creativo, lo ascoltai con molta attenzione…
Nulla accade per caso, di questo ne siamo certi.

Giovanni Sidoli

Giovanni Sidoli

Giovanni, emiliano di Reggio, imprenditore nel settore vitivinicolo e turistico. Testardo, curioso e coraggioso.

“Amo il mio lavoro ed ho amato quelli precedenti. Ho molte passioni: sport, bricolage, giardinaggio, musica, ma viaggiare è forse la più intensa in questa fase della mia vita. Viaggio molto e principalmente per lavoro, unendo così al piacere degli incontri con persone nuove anche il fascino della scoperta di luoghi e culture che non avevo visitato in passato. La mia indole curiosa mi rende ogni scoperta facile e piacevole, ed ogni nuova esperienza mi stimola ragionamenti, ricerche, approfondimenti. Cerco di analizzare ogni aspetto dei miei viaggi e mi diverte riflettere su ogni cosa, anche la più insignificante, quasi fosse un gioco o un passatempo, alla ricerca del diverso, pregio o difetto che sia. Questo mi aiuta a vivere ogni itinerario come una avventura, a fare tesoro di ogni esperienza ed a crescere e migliorarmi ogni giorno”.

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Sara Mazzotti

Sara Mazzotti

Sara, emiliana di Parma, consulente e tecnico informatico-commerciale. Riflessiva, precisa e tenace.

“Non ho viaggiato molto intorno al mondo, ma attorno a me si. Nei mesi scorsi mi sono trovata ad un “giro di boa”, cioè a quel momento della vita in cui si prende coscienza di ciò che si desidera realmente dalla propria dimensione professionale. Volevo fortemente tornare a lavorare in proprio, rimpossessarmi del mio tempo ed ascoltare quell’impulso creativo che mi stava nascendo dentro. In queste fasi le decisioni che si prendono sono forti, si è guidati più  da ciò che detta la pancia, l’istinto, che non dalla ragione. Ho così lasciato il lavoro, e senza salvagente… Oggi, se mi guardo indietro, sono felice della mia scelta perché il “caso” mi ha portato a Giovanni, ad ascoltare la sua idea e a decidere di coadiuvarlo nella creazione di OLIM e del suo progetto, diventandone assistente e responsabile della ricerca e sviluppo. Il suo viaggio è diventato il lavoro che desideravo. Il mio tempo libero lo dedico ad attività cinofile e all’equitazione, alla moto, al cucito ed alle persone a cui voglio bene.”

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